In questa classifica fatta da un popolare giornale inglese c’è chi nel silenzio del dischetto, ha costruito la sua leggenda. Balotelli incluso. Ma non c’è Messi…
C’è un momento, nel calcio, in cui il tempo si congela. Il portiere ondeggia sulla linea, lo stadio trattiene il respiro, il rigorista sistema il pallone sul dischetto come se stesse poggiando un diamante su un cuscino di velluto. È lì che si misura il sangue freddo, la tecnica, la testa. Eppure, per quanto possa sembrare assurdo, non sempre i più grandi della storia hanno brillato dagli undici metri.
Prendete Lionel Messi, ad esempio. Uno che ha riscritto la geografia del calcio mondiale, uno che ha fatto sembrare facile l’impossibile. Eppure, quando si tratta di rigori, la sua freddezza ha vacillato più di una volta. La Pulce ha sbagliato tanto, anche troppo per i parametri dei puristi del dischetto. E infatti, nel ranking pubblicato da GiveMeSport sui migliori rigoristi della storia, non c’è.
Il criterio era chiaro: contano solo i rigori calciati durante le partite ufficiali (niente lotterie post-tempo regolamentare) e almeno cinquanta tentativi nella carriera. Una soglia che taglia fuori anche pezzi da novanta come Matt Le Tissier, che aveva numeri quasi da videogioco (47 su 48!), ma evidentemente troppo pochi per entrare nella selezione.
La classifica rigoristi degli inglesi: guida Rickie Lambert, Balotelli quarto
In cima, e qui viene il bello, c’è Rickie Lambert. Vi dice qualcosa? Probabilmente no, se non si è seguiti da vicino il Southampton degli anni Dieci. Ma Lambert, che ha anche vestito la maglia del Liverpool, ha messo insieme un 94% di rigori trasformati, roba da tiratore scelto.
A ruota, Marco van Basten con il 93% e Alan Shearer con il 92%. Ma il nome che fa alzare più di un sopracciglio – e che probabilmente ha strappato un sorriso a chi ha memoria lunga – è quello in quarta posizione.
Mario Balotelli. Sì, proprio lui. Quello dei fuochi d’artificio in casa, dei titoli surreali, il Mario del “Why always me?”. Eppure, se si guarda freddamente ai numeri, Mario dagli undici metri è stato una garanzia: 53 rigori calciati, 48 segnati, 91% di realizzazione. Quarta posizione. Una macchina, quando si trattava di far tremare la rete dal dischetto.
Il suo modo di batterli, con quella rincorsa lenta e spavalda, ha fatto scuola. E anche quando fuori dal campo ha collezionato più titoloni che trofei, in campo sapeva diventare chirurgico, glaciale. Da far invidia a chiunque, perfino a uno specialista come Cole Palmer, che da inizio carriera ha uno score di 17 su 18 e che lo scorso anno rispondeva così.
Cole Palmer says if he had to choose one penalty taker to save his life it’d be Mario Balotelli pic.twitter.com/qJmrXiqKb1
— Italian Football TV (@IFTVofficial) September 30, 2024
Subito dietro Mario, nella classifica dei migliori rigoristi, ci sono nomi noti e meno noti. Bruno Fernandes, stesso 91% ma con qualche errore in più. Poi il portiere goleador Rogério Ceni (90%), il solito Lewandowski, Harry Kane, Erling Haaland e infine Cristiano Ronaldo, che chiude la top 10 con un “modesto” 85%.
E poi ci sono i due inglesi d’altri tempi: Frank Lampard e Steven Gerrard, anche loro all’85%. Simboli di un calcio che sembra lontanissimo, ma che continua a insegnare qualcosa anche solo leggendo una statistica.