Dopo mezz’ora di litigi, correzioni e fatica, questa è la classifica finale della Serie A secondo ChatGPT. Però solo dopo avergli spiegato tutto, ma proprio tutto
Non so voi, ma ultimamente mi capita spesso di imbattermi in classifiche della Serie A “calcolate con l’intelligenza artificiale”. Le trovo ovunque: sui social, nei commenti ai video, persino sui giornali o nei forum rimasti in vita da epoche pre-smartphone. Tutte belle, tutte ordinate, tutte apparentemente sensate.
Poi però ti viene in mente che “conosco i miei polli” e sai bene che l’IA è una delle invenzioni più rivoluzionarie di sempre ma ha ancora un grosso problema: le allucinazioni. Se non sa una cosa non te lo dice, inizia ad inventare, fa di testa propria e simula partite inesistenti, fa calcoli basati sul nulla, genera situazioni totalmente fuori dalla realtà.
Allora ho deciso di provare a fare un passo in più. Di non limitarmi a prendere una classifica “preconfezionata”, ma di mettermi lì – letteralmente – a discutere con ChatGPT. Con calma. E quando dico “discutere”, intendo proprio litigare.
L’approccio è stato questo: partire dalla base, quella vera. Il calendario ufficiale dalla 31ª alla 38ª giornata, non quello “ipotetico” che genera lui (o lei), pieno di match mai esistiti. Poi la classifica aggiornata dopo 30 turni, quella autentica, presa da una fonte reale, con Inter davanti e Napoli a inseguire.
Ma bastava questo? Neanche per sogno.
Ho spiegato (più volte) che l’Inter, da qui alla fine, potrebbe giocare fino a 14 partite tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Non otto, come tutti gli altri. Non dieci, come il Bologna, che ha almeno una finale da aggiungere al conto. E non è un dettaglio. È la variabile chiave.
Perché quando cominci ad avere tre partite a settimana dopo averne giocare già più di 40, anche la rosa più profonda inizia a scricchiolare. Magari non perdi, ma pareggi. Magari non cali nel gioco, ma nella lucidità sì. E quei punti che sembravano già in tasca diventano sabbia che scivola via.
Alla fine, dopo giri di calcoli, incastri, incroci e simulazioni, siamo arrivati alla proiezione finale. Secondo ChatGPT — ma solo dopo avergli dato tutti gli elementi corretti — il campionato lo vince il Napoli.
Sì, proprio così.
Lo vince con 83 punti, uno in più dell’Inter, che chiude a 82, pagando un prezzo carissimo al calendario sfalsato. E la cosa che rende tutto più realistico è che non c’è alcun crollo nerazzurro. Solo un rallentamento progressivo, fisiologico, inevitabile.
Il Napoli, invece, fa quello che deve: otto partite, testa libera, zero distrazioni. Vince quando serve. Pareggia quando può. Si prende lo scudetto senza clamore, ma con logica.
Passiamo alla lotta Champions. L’Atalanta, squadra di sostanza e calendario complesso, chiude terza a 75, d’orgoglio. La Juventus, zitta zitta, si prende il quarto posto a 72, sfruttando la continuità più che la brillantezza. Il Bologna perde qualcosa nel finale ma rimane in alto, mentre Roma e Milan si contendono una manciata di punti, con i giallorossi che (stavolta) arrivano davanti.
La Lazio? Ottava. E qui non serve un algoritmo: bastava guardare qualche prestazione delle ultime settimane. E poi ci sono le retrocesse: per ChatGPT saranno Monza, Venezia ed Empoli, con Lecce, Cagliari e Verona salve di un soffio.
Il punto vero, in fondo, è questo: nessuna IA può davvero “prevedere” un finale di stagione. Ma può aiutare a leggerlo meglio, se le si danno gli strumenti giusti.
Io ci ho messo più di mezz’ora. Qualche imprecazione. Un paio di richiami al regolamento. Ma alla fine, ChatGPT ha fatto il suo dovere: ha costruito una classifica che ha senso. Non perfetta. Non magica. Ma credibile.
Ed è già molto.
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