Alessandro Bastoni ci ha spiegato la differenza fra giusto e opportuno

Chi (non) vuol essere milionario: il giocatore dell’Inter, lo sfogo sui “sacrifici” che sta facendo esplodere i social e quella bella regola delle 12 P…

Alessandro Bastoni dell'Inter sbuffa
Alessandro Bastoni ci ha spiegato la differenza fra giusto e opportuno (LaPresse) – serieanews.com

Ci sono cose che sono giuste. E poi ci sono cose che sono opportune. Non sempre coincidono, anzi: a volte la differenza è sottile, ma fa tutto. Alessandro Bastoni, con la sincerità di chi si apre senza troppi filtri, è riuscito a dare una lezione chiara sul tema. Non perché l’abbia fatto apposta, ma perché ha detto qualcosa di vero… nel peggior modo possibile.

Testuale, per non equivocare: “Se leggi un po’ i commenti il sacrificio è solamente l’operaio, il muratore che si sveglia. Invece – ne parlo spesso con gli altri – non essendo in questo mondo fai fatica a capire quello che è un sacrificio per un calciatore”.

Poi Alessandro lo spiega meglio subito dopo: “Il tempo penso sia la cosa che nessuno ti può ridare indietro e noi ne abbiamo veramente poco. Poi è normale che il discorso si riduca sempre a ‘Eh ma guadagni milioni’, ma è una cosa secondo me sbagliatissima perché, ripeto, il tempo è una cosa impagabile”

Parole dette a cuore aperto nel podcast Supernova di Alessandro Cattelan. Un contesto rilassato, confidenziale, dove è facile abbassare le difese. Ma una volta uscite, certe frasi non restano lì: camminano, corrono, e nel tragitto cambiano forma. Soprattutto se pronunciate da chi veste la maglia dell’Inter e guadagna milioni.

“Il tempo è prezioso”: Bastoni ha ragione ma…

Chiariamoci: Alessandro Bastoni non ha torto, nel merito dei suoi concetti, e con un po’ di intelligenza possiamo anche provare a capire il senso profondo del suo discorso. Ma con la stessa intelligenza lui dovrebbe capire perché poi le sue parole hanno fatto così rumore.

Parliamo di un ragazzo di 25 anni che ha già moglie e figlia, e che fa il calciatore da quando ne aveva appena 7. Che poi è diventata una vita scandita da ritiri, viaggi, alberghi e pressioni continue. Una normalità fatta di successi, ma anche di assenze. E il peso di quelle assenze, per un padre, non è certo una cosa da poco.

Alessandro Bastoni sorride mentre dà il 5 ad Acerbi
“Il tempo è prezioso”: Bastoni ha ragione ma… (AnsaFoto) – serieanews.com

Ma il punto non è (solo) quello che sente lui. Il punto è quello che sentono gli altri quando lo ascoltano. Perché se a parlare di “sacrifici” è qualcuno che guadagna milioni per fare un lavoro che in molti sognano da bambini, il rischio è di far (giustamente!) arrabbiare qualcuno.

E non perché non abbia emozioni o dolori. Ma perché chi ascolta – magari mentre torna da un turno in fabbrica o da una consegna in bici – fa molta fatica a empatizzare con chi viene (giustamente!) visto come un privilegiato, come un fortunato. Anche perché magari chi fa un altro lavoro quel tempo prezioso lo perde ugualmente ma gli viene pagato molto, molto meno.

C’è, in fondo, un elemento di percezione distorta in tutto questo. Chi vive sin da giovanissimo in un mondo dove gli stipendi sono da capogiro, dove il pranzo è servito e le trasferte si fanno in charter, può perdere il contatto con la realtà di chi i sacrifici veri li fa per sopravvivere. Non per vincere lo scudetto.

Lo sfogo di Bastoni e le reazioni social: sì, è stato decisamente inopportuno!

E infatti, sui social, lo sfogo di Bastoni sta generando una reazione tanto spontanea quanto legittima: indignazione. Non rabbia cieca, ma fastidio. Perché si può capire la sua frustrazione, ma si può anche dire che l’ha espressa nel modo sbagliato, nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Un errore di tono, più che di contenuto.

Alessandro Bastoni con la maglia dell'Inter
Lo sfogo di Bastoni e le reazioni social: sì, è stato decisamente inopportuno! (LaPresse) – serieanews.com

La verità è che Bastoni ha toccato un tema giusto. Ma l’ha fatto da una posizione che rende tutto, inevitabilmente, stonato. Perché c’è una differenza tra “essere incompresi” e “non essere il miglior testimonial” di una causa. Anche perché, in fondo, si riduce tutto a un semplice assunto: ogni operaio o ogni muratore scambierebbe i suoi sacrifici con quelli di un calciatore, ma difficilmente assisteremo mai al contrario.

E forse, su questa differenza, qualcuno dovrebbe riflettere prima di parlare di “sacrifici” in mondi dove l’unico vero problema è scegliere se passare il giorno libero a Ibiza o a Montecarlo. Ecco perché in questi casi viene sempre buona la famosa regola delle 12 P: Prima Pensa Poi Parla Perché Parole Poco Pensate Possono Produrre Parecchie… Sciocchezze.

Detto ciò, Bastoni non va crocifisso. Semmai va ascoltato con un filtro acceso: quello che distingue il privilegio dalla fatica. Perché il tempo è davvero impagabile. Ma anche il contesto lo è. E sapere quando parlare è, appunto, la differenza fra ciò che è giusto… e ciò che è opportuno.

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