Una stagione da protagonisti e un futuro che potrebbe portarli altrove, ma rigorosamente insieme: Moise Kean e Raffaele Palladino sono ormai inseparabili
Certe storie iniziano molto prima di quando sembrano. Magari non sotto i riflettori, magari senza una firma, ma con un’idea fissa in testa. Moise Kean, per Raffaele Palladino, era proprio questo: un pensiero ricorrente. “Un mio pallino da due anni, ci vedevo il mio centravanti ideale”, ha raccontato l’allenatore della Fiorentina al Corriere Fiorentino. E quando si è seduto sulla panchina viola, il primo tassello è stato proprio lui.
Un corteggiamento lungo, convinto, culminato in un’estate che per Kean ha rappresentato più di un trasferimento. A Firenze ha trovato campo, responsabilità, fiducia. Ma soprattutto, ha trovato una dimensione. Finalmente.
Il Kean visto quest’anno con la maglia della Fiorentina è un’altra cosa. Ha segnato, ha lottato, ha fatto gruppo. E, come ha sottolineato Palladino, “qui è stato amato e si è fatto amare”. Non è solo una questione di statistiche: è la percezione, l’aria che si respira intorno a lui. Oggi è un centravanti credibile. Uno che ha messo ordine nel suo caos e che si è ripreso, con i fatti, il posto che sembrava essergli sfuggito.
Il tecnico viola non ha mai nascosto di averlo voluto con insistenza. Né ha fatto giri di parole sulla clausola da 52 milioni che pende sul suo contratto: “Moise riconosce quanto piazza, gruppo e società gli hanno dato”. Parole che pesano, che fanno intuire un legame vero, ma anche una porta non del tutto chiusa in vista dell’estate.
Perché se è vero che Kean oggi è un uomo chiave nella corsa europea della Fiorentina, è altrettanto vero che il futuro potrebbe aprire scenari nuovi. E non solo per lui.
Palladino al Napoli: un’idea se va via Conte
A Napoli, c’è una quiete apparente. Antonio Conte continua a rimandare qualsiasi discorso sul futuro, limitandosi al solito “chiudiamo bene, poi vediamo”. Una frase che pesa, perché detta da uno come lui, non è mai solo diplomazia. È strategia. È attesa. È forse anche un dubbio.
Che si chiami Juventus, quel dubbio, lo sanno tutti. E se davvero dovesse materializzarsi il grande ritorno, allora il Napoli dovrebbe cambiare rotta. Piace tanto Vincenzo Italiano, ma il Bologna lo ha convinto a restare.
Una delle ipotesi più concrete quindi porta proprio a Raffaele Palladino, che con la Fiorentina ha vinto contro tutte le big del campionato – tranne proprio il Napoli – e che da tempo è stimato da Aurelio De Laurentiis. Palladino sembra ormai a fine corsa in viola, indipendentemente da come finirà la stagione: non tanto una questione di risultati ma di feeling con squadra e dirigenza, che secondo voci di corridoio non è mai decollato del tutto.
E Kean? Al Napoli potrebbe andarci comunque…
Ed è qui che il puzzle inizia a combaciare. Perché se il Napoli dovesse davvero separarsi da Conte, e affidarsi a Palladino, allora Moise Kean diventerebbe un nome caldissimo. La clausola è alta, sì, ma alla portata di un club che a fine stagione venderà Victor Osimhen e si troverà tra le mani un budget superiore ai 150 milioni che Conte sarebbe un pazzo a rifiutare. E se c’è un attaccante che Palladino sa valorizzare subito, senza rodaggi, è proprio lui.
Anche perché Kean piace allo stesso Conte, e non è da escludere che il suo nome resti sul tavolo anche in caso di conferma del tecnico salentino. Potrebbe diventare l’alternativa a Lukaku, oppure il partner ideale in un attacco a due, pensato per affrontare campionato e Champions senza cali.
Comunque vada, il nome di Kean è destinato a restare al centro del mercato. Perché ha ritrovato se stesso, perché ha un’età che consente ancora margini enormi, e perché oggi ha un allenatore che lo conosce meglio di chiunque altro. Se Palladino dovesse ripartire da Napoli, non stupirebbe affatto vederlo bussare subito alla porta di Moise, ancora una volta. E chissà che questa volta la risposta non arrivi direttamente da De Laurentiis.