Ti ricordi quando Mike Maignan era considerato uno dei portieri più affidabili d’Europa? Tempi lontani. Oggi, la sua situazione al Milan è diventata un problema enorme
C’era una volta “Magic” Mike Maignan. Ora quella magia sembra veramente terminata, finita chissà dove. L’ultimo disastro è arrivato contro il Torino, con un errore che ha confermato un trend inquietante: quello di un giocatore che non è più con la testa sul campo.
Non è solo colpa sua: basta guardare gli altri reduci dello scudetto del 2022. Leao, Theo Hernandez, Tomori. Tutti sembrano spenti, quasi rassegnati. Un gruppo di campioni che hanno dato tutto e ora non vedono l’ora di cambiare aria. E poi c’è il discorso del contratto: come Theo, anche Maignan va in scadenza nel 2026, ma il rinnovo sembra una chimera. Più facile pensare a una cessione a fine stagione, ma prima potrebbe arrivare l’umiliazione più grande.
L’errore fatale contro il Feyenoord in Champions League è stato un segnale d’allarme serio, di certo non il primo. Una papera che ha contribuito all’eliminazione, mettendo in discussione le sue certezze. Poi è arrivato il pasticcio con il Torino: un rilancio sgangherato addosso a Thiaw che è finito in porta nel più fantozziano degli autogol. Due errori simili in un momento cruciale della stagione non sono casuali. Sono il segnale di un portiere che ha perso sicurezza, lucidità, motivazione.
Maignan finisce in panchina? Sportiello già scalpita
E qui entra in scena Sergio Conceiçao, che sta provando di tutto per rivitalizzare questo Milan che sembra l’ombra di se stesso. Il portoghese, si sa, è uno che non guarda in faccia nessuno: chi non dà garanzie, chi non lotta, sta fuori.
Il rischio per Maignan è concreto: finire in panchina nelle ultime partite della stagione per poi trovare una soluzione per andar via nel modo meno doloroso possibile.
Dietro di lui naturalmente c’è chi scalpita, e da una vita. Da poco rientrato, Marco Sportiello sta aspettando il suo momento. In teoria, è il classico secondo portiere da emergenza, ma in questo caso potrebbe diventare molto di più. La situazione ricorda quella di Donnarumma ai tempi di Reina: quando la titolarità inizia a vacillare, il secondo può trasformarsi da riserva a titolare con una decisione netta del tecnico.
La corsa al quarto posto adesso si fa serrata, la Juventus è lì e il Milan non può permettersi passi falsi. Servono certezze, non giocatori che sembrano altrove con la testa. Se Maignan continuerà a trasmettere insicurezza, il rischio di una panchina anticipata diventa reale. Non è solo una questione tecnica, ma anche un messaggio allo spogliatoio: nessuno è intoccabile, nemmeno chi fino a poche settimane fa era considerato una colonna della squadra.
Maignan ha ancora tempo per reagire, per evitare un addio traumatico. Ma il margine d’errore è ormai ridotto a zero. A lui la scelta: rialzarsi e dimostrare di meritare questa maglia, oppure salutare Milano con il sapore amaro della delusione.