L’AIA è finita nel caos più totale dopo le vincende delle ultime settimane culminate con le dimissioni di Trentalange: parla il legale.
L’AIA deve fare i conti con un vero e proprio terremoto considerate le ultime vicende. Le notizie a proposito di quanto accaduto all’AIA nelle scorse settimane hanno fatto il giro del web, scatenando l’indignazione dei più. A tal proposito, ai microfoni di ‘Tv Play’ è intervenuto l’avvocato Gianluca Ciotti. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni in diretta su ‘Twitch’.
“Abete nel Consiglio federale ha detto che quanto accaduto all’AIA può accadere in ogni settore della Federazione. Chiunque sia il prossimo presidente mi auguro possa rappresentare tutti, non solo una parte. E mi auguro che la sua rappresentanza sia utile per mettere mano al regolamento in termini di elezioni e di nomina di organi di giustizia o amministrativi. Le riforme sono essenziali per correggere il tiro degli ultimi quindici anni. Il futuro è sempre più stagnante, poi c’è questa vicenda impensabile”.
E ha proseguito: “Dove migliorare? Si può avere trasparenza solamente attraverso un processo di migliorabilità della rappresentanza. Il sistema attuale è vecchio di ventidue anni, è stato introdotto nel 2000 ed ha messo in mostra numerosi limiti perché non rappresenta la minoranza. Serve un elezione che possa garantire alla minoranza di essere rappresentata. Il sistema attuale prevede un controllo totale della maggioranza, è pieno di limiti. E poi così non c’è contraddittorio”.
Poi ha concluso: “L’AIA deve essere autonoma e diventare una società di servizi. Oltre al problema del VAR c’è anche un altro problema. Nonostante ci sia una legge che designa gli arbitri come lavoratori, qualcuno ha fatto una distinzione tra atleti e direttori di gara. Sono equiparati all’arbitro di sedia della pallavolo. Prima c’era un’Associazione diversa, dove il presidente veniva nominato dalla FIGC. Adesso, invece, ci sono presidente locali e nazionali. In ogni caso, serve un nuovo sistema. Vogliamo far votare tutti gli arbitri? Va bene, però anche qui bisogna fare delle statistiche. Bisogna andare a vedere quanti arbitri riescono a resistere effettivamente in cinque anni nel corpo dell’AIA, visto che tanti entrano ed escono in continuazione. Serve trovare i giusti equilibri”.
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