La Serie A di quest’anno è stata avvincente, ma c’è stato un duro attacco al nostro calcio da parte di un presidente.
Da poche settimane è terminata una stagione che in Serie A non vedevamo da tempo. Quest’anno, infatti, è stato un campionato avvincente sia per quanto riguarda lo Scudetto che la lotta per evitare la retrocessione in Serie B. Tantoché il titolo è stato assegnato solo all’ultima giornata di campionato.
E’ stato un campionato sicuramente avvincente, ma tutto l’equilibrio che c’è stato è un sintomo di un livellamento tecnico verso il basso. Se, infatti, da un lato alcune squadre della ‘middle class’ (come Fiorentina, Sassuolo, Verona e Torino) sono diventate squadre difficili da battere, dall’altro le grandi del nostro calcio non hanno più delle rose così forti come un tempo.
Sintomo di questa crisi del calcio italiano è la Nazionale di Roberto Mancini, che, dopo la vittoria dell’Europeo dell’anno scorso, non è riuscita a qualificarsi per il prossimo Mondiale in Qatar. Questo momento buio del nostro movimento non riguarda solo una fase, ma porta con sé dei problemi strutturali. A confermare tutto ciò è stato il presidente di un club tra più importanti della Serie A.
Paolo Scaroni, patron del Milan, ha sferrato un duro attacco al sistema calcio in un’intervista rilasciata ai microfoni de ‘Il Foglio’: “Il nostro campionato? Serie A come la Serie B se la paragoniamo con gli altri tornei europei. Ci hanno superato tutti o quasi negli ultimi vent’anni. Il prodotto che offriamo è scarso perché non possiamo permetterci giocatori come Mbappé o Messi. Se dovessimo continuare così, ci potremmo allontanare sempre di più dal calcio d’elite”.
Il dirigente ha poi concluso il suo intervento: “Stadi? Realizzare infrastrutture in Italia è un problema drammatico. Il calcio è uno sport, ma anche uno spettacolo che richiede uno stadio bello. Diritti tv? Noi incassiamo 200 milioni di euro, mentre la Premier League percipisce 2 miliardi di euro: è un circolo vizioso. In Italia c’è anche un altro problema, ovvero quello che riguarda il gioco effettivo. A febbraio Milan-Udinese si è conclusa con circa 49 minuti effettivi di gioco sui 97 complessivi. Ci devono essere meno interruzioni e per questo ci vuole anche una mano da parte degli arbitri”.
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