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Calcio Estero

“Non vogliamo giocare”: Mondiali, la guerra in Ucraina fa saltare tutto

La Polonia ha preso una decisione forte ad un mese dalle partite decisive per assegnare gli ultimi ticket di qualificazione per il Mondiale

Continua ad avere ancora ripercussioni anche sul mondo del calcio l’attacco della Russia all’Ucraina messo in atto in questi ultimi giorni.

Lewandowski e Insigne (LaPresse)

I contraccolpi della guerra proseguono e si estendono anche al Mondiale. La notizia più importante delle ultime ore riguarda infatti la Polonia e chiama in causa la Russia. La presa di posizione della federazione polacca è fortissima.

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Tweet di Cezary Kulesza (Screenshot tratto da Twitter)

Mondiali, Federcalcio polacca: “Non giocheremo contro la Russia negli spareggi playoff di qualificazione”

Il presidente della Federcalcio polacca Cezary Kulesza ha annunciato una presa di posizione forte della sua nazione in merito a quanto sta accadendo in Ucraina. Dopo il suo
tweet, la notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo. “Basta chiacchiere, è il momento di agire. A causa dell’escalation d’aggressione della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina, la Polonia non ha intenzione di giocare lo spareggio contro la Russia. Siamo in trattative con Svezia e Repubblica Ceca per presentare una posizione comune alla Fifa“, ha detto Kulesza con un messaggio molto perentorio che preannuncia anche la condivisione dell’idea da parte delle altre due nazionali coinvolte nello stesso gruppo.

L’iniziativa del numero uno del calcio polacco ha trovato il consenso di Robert Lewandowski che ha commentato dicendo di essere d’accordo con la decisione, non immaginando una partita contro la Russia. “Non possiamo fingere che non stia accadendo nulla”, ha concluso l’attaccante del Bayern Monaco.

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In queste ore, sono diverse le competizioni sportive in cui si sta boicottando la Russia. In Formula 1 ad esempio è stato annullato il GP di Sochi. Così come è saltato pure il match d’Eurolega di basket tra Barcellona e Cska Mosca. Tornando al calcio invece la finale della Champions League, programmata inizialmente a San Pietroburgo, è stata spostata a Parigi. Lo Schalke, poi, ha ritirato dalla sua maglia lo sponsor Gazprom, azienda in parte controllata dallo Stato russo.

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Scritto da
Danilo Perri

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