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Viaggio nel derby di Bucarest: passione, tensioni e uno stadio infuocato

Scritto da
Nico Bastone

Il derby di Bucarest tra Dinamo e FCSB è uno dei più caldi dell’Est Europa: il fuoco dei tifosi non si spegne mai

Il calcio estero regala spesso grandi perle, grandi storie da raccontare. Probabilmente molto più di quello italiano, diventato così ‘assertivo’ per usare un termine di Corrente Sorrentiana. Oggi si parla di Est, oggi si parla di Romania. Povero a livello tecnico, ma ricco di contenuti ambientali che farebbero innamorare anche il più accanito detrattore del calcio, il campionato rumeno è una scatola di eventi che si susseguono in modo irregolare ancor prima che inizino. E questo è merito dei tifosi.

Tifosi della Dinamo Bucarest (SerieANews)

Qualche giorno fa si è svolto quello tra Dinamo Bucarest e FCSB, sostanzialmente la Steaua che tutti conoscono. Una partita tra due tifoserie spaziali, tra cui -per usare un eufemismo- non corre buon sangue. Lo Stadionul Dinamo è uno dei più vecchi del Paese, niente a che vedere con quello più moderno del FCSB. Molto simile a quelli di Serie C italiana, con una lunghissima pista d’atletica e gente sparsa qua e là per lo stadio, in modo anche abbastanza irrispettoso per le regole.

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Tifosi della Dinamo Bucarest (SerieANews)

Dinamo Bucarest-FCSB, un derby infuocato

La situazione in classifica ed economica della Dinamo è disastrosa, ma questo non vieta al pubblico di partecipare attivamente alla partita. Lo dimostrano due tifosi, che chiameremo in modo totalmente inventato Ion e Mihai. Ion è un anziano signore che ha urlato, cantato e sostenuto la sua squadra per oltre 90′, anche sullo 0-3 contro la rivale di sempre e sotto di un uomo. Non disprezzando insulti verso l’arbitro Hategan, protagonista di un arbitraggio molto poco casalingo. Un atteggiamento anche commovente. Vedere un uomo di circa 70 anni, in piedi per 90′ allo stadio con -8° percepiti a cantare, fa venire i brividi e non per il freddo.

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Allo Stadionul Dinamo, gli steward hanno tentato di far sgombrare un’area decisamente non occupabile durante i match. Tutti via, tranne Mihai. Uno che ha donato la sua vita alla Dinamo e quando gli steward hanno tentato di portarlo da un’altra parte, tutto il settore è insorto. Mihai resta, è l’unico che può. Anche perché le sue movenze durante le azioni sono anche comiche.

Bucarest trasuda calcio

Bucarest è una città che trasuda calcio. I tifosi sono tipici dell’Est Europa: cazzuti, completamente innamorati e anche molto violenti. Sugli spalti, si sono tirati addosso petardi e fumogeni all’inizio del match, tentando anche un’invasione di campo minuti dopo per scontrarsi. Tutto sedato, anche se a fatica, dalle forze dell’ordine. Ma una delle scene più iconiche della serata è stato un bambino di sette anni coi suoi amici e con un fumogeno in quella che doveva essere una tribuna. In tutto ciò, la partita è finita 0-3 per lo Steaua ed è stata forse la cosa meno interessante della serata. Entrambe le tifoserie hanno applaudito i propri giocatori. Zero fischi.

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In conclusione, il calcio rumeno è poco sviluppato: il Cluj è l’unica che è andata avanti in Europa, arrivando ultima nel girone di Conference League vincendo una sola partita. La Dinamo ha vinto solo tre partite su ventitré in campionato. L’FCSB è secondo a sette punti proprio dal Cluj. Ma la passione dei tifosi meriterebbe qualche successo in più, quantomeno con la Nazionale, visto che la Romania non si è nemmeno qualificata per i playoff di Qatar 2022.

 

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