La Spagna si gode il nuovo talento della Nazionale Gavi. Per Luis Enrique il classe 2004 del Barcellona è un predestinato.
Alla fine, ha ancora una volta avuto ragione lui. Luis Enrique, l’hombre vertical. A casa i giocatori del Real Madrid, dentro i migliori prospetti del calcio spagnolo con i quali iniziare a costruire una squadra in grado di vincere tutto. La scelta di convocare Gavi (2004) e Yeremy Pino (2002), in occasione delle Final Four di Nations League, in Spagna aveva fatto storcere il naso a diversi addetti ai lavori. Ma dopo quanto mostrato dai due in campo ieri sera in tanti si sono dovuti ricredere.
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Ad impressionare in particolar modo è stato il talento del Barcellona, lanciato in campo dal primo minuto da Luis Enrique e pressoché imprendibile per i giocatori della Nazionale del Ct Roberto Mancini. Tanti tocchi intelligenti, qualità e corsa. Le botte ricevute, che gli hanno procurato delle escoriazioni sul petto come dimostrano le foto che Gavi ha postato sui social, non lo hanno fermato. Anzi. Lo hanno spinto a giocare ancora meglio.
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Un predestinato, secondo il suo allenatore. “Si tratta di un giocatore unico. Vedere un calciatore che a 16 anni ha questa personalità e questa qualità non è normale: sembra che stia nel cortile di casa sua. Ha una personalità fuori dal comune, è disumano e il suo debutto è stato perfetto. Credo che sia il futuro della nazionale – ha detto Luis Enrique – ma è già il presente. Il suo idolo è Verratti, gli ho detto di pressarlo dall’inizio alla fine della partita”. In stagione Gavi ha collezionato fin qui 7 presenze di cui 5 in Liga e 2 in Champions League, per un totale di un assist e 363 minuti giocati. Tanti sono bastati a convincere Luis Enrique.
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