Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, interviene in conferenza stampa in vista della sfida contro il Parma e commenta anche le indiscrezioni sul suo possibile esonero.
La stagione della Fiorentina non è stata, al momento, esaltante. La formazione è 14esima in classifica e reduce da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare. Numeri che lasciano poco spazio all’immaginazione e portano il presidente Commisso, messo in discussione dalla città toscana, a riflettere sul progetto. Tra messa a punto dello stadio e obiettivo Europa, c’è di mezzo la realtà che parla di una squadra lontana dagli obiettivi dichiarati e sopratutto con diversi punti interrogativi sull’effettiva tenuta del progetto che la società statunitense aveva in mente.
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Chiaramente nell’occhio del ciclone, quando i risultati non arrivano, finisce sempre l’allenatore. Cesare Prandelli, tornato alla Viola lo scorso novembre per sostituire l’esonerato Iachini, è intervenuto in conferenza stampa in vista del match contro il Parma. L’ex Ct della Nazionale italiana ha parlato anche del rapporto con la dirigenza e della possibilità che la sua avventura in panchina giunga presto al termine.
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Va da sé che difficilmente sarebbe confermato dopo giugno per l’annata 2021-22: “Quando un presidente parla, va ascoltato. Barone e Commisso, per quanto mi riguarda, penso siano soli in una città complicata e umanamente gli sono vicino. Nello spogliatoio ci si dice di tutto ma io difenderò sempre i miei giocatori al 100%. Ovviamente gli chiedo di più, voglio senso d’appartenenza. Nell’ultimo mese la squadra si è dimostrata comunque compatta. In quanto al mio esonero, è da tre anni che la squadra lotta per la salvezza. Inutile nasconderlo. Il mio futuro è domani. Se poi mi rendo conto di essere un peso, prendo la mia strada senza problemi. Sono a disposizione in qualsiasi modo questa società voglia. Sto trascurando famiglia e amici ma per me la Fiorentina viene prima di tutto. Essere a rischio non è un problema, tutti gli allenatori lo sono”.
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