Italia-Svezia, Ventura non si dimette: “Chiedo scusa agli italiani”

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Italia-SveziaITALIA-SVEZIA, QUALIFICAZIONI MONDIALI –  Ecco le parole del CT dell’Italia Ventura e di quello svedese Andersson  al termine del match di playoff per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018.

LE PAROLE DI VENTURA

“Non mi sono dimesso perché non ho ancora parlato con il presidente. Quando si ottiene un risultato, meritato o immeritato conta poco, quando non lo si fa la colpa è dell’allenatore. Dal punto di vista sportivo è pesantissimo, ero convinto che ci fosse una volontà feroce, ma il calcio è fatto di questo. Sono orgoglioso di aver allenato grandi campioni e altri che spero possano diventarlo. Sono dispiaciuto perché lo stadio, stasera… ho capito per l’ennesima volta cosa significa allenare la nazionale. Delle dimissioni prima ne parlo e poi le comunico. La mia colpa maggiore, fino alla partita con la Svezia eravamo in piena… era quello che ci aspettavamo tutti. La colpa è di non aver segnato in due partite. Sono nel calcio da tanti anni, questa è la cosa prominente. Qualsiasi altra parola è abbastanza inutile”. Una battuta infine sul fallimento e sul chiedere scusa agli italiani. “… è difficile parlare di calcio adesso. Ci sarebbe molto da disquisire. L’unica cosa che posso fare è chiedere scusa agli italiani. Scusa del risultato. Non dell’impegno e della volontà”.

LE PAROLE DI ANDERSSON

In precedenza aveva parlato il CT della Svezia Andersson. “Questa è la vittoria del nostro collettivo, abbiamo molti eroi questa sera e sono un po’ preso dall’emozione e ovviamente contentissimo. Abbiamo giocatori che sono in diverse parti d’Europa e secondo me sono di buon livello. Se hai un gruppo e lavori insieme, poi le cose funzionano. I calciatori hanno capito il principio e il modello”. Battuta infine su Ibrahimovic. “Non sono abituato a fare paragoni, non li farò nemmeno stavolta. Con lui avevamo un altro tipo di gioco, ma ha deciso di smettere… ovviamente è un grande campione, ma ci siamo adattati e trovato un altro tipo di gioco”.