ESCLUSIVA SERIEANEWS.COM- Intervista a Mario Savo, Presidente Assoanalisti. “Finale Juve-Real? Vi spiego come si battono i blancos”

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ESCLUSIVA- INTERVISTA A MARIO SAVO, PRESIDENTE ASSOANALISTI: “JUVE-REAL? TATTICAMENTE SE DEVO PUNTARE SU UN GIOCATORE DICO DYBALA”- Presso l’Elite Football Center di Roma abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Mario Savo, Presidente dell’Associazione Italiana Analisti di Performance Calcio (AIAPC) e vincitore col suo team di un concorso lanciato dal Manchester City di Guardiola. Mario Savo, nella scorsa estate, ha battuto la concorrenza di centinaia di partecipanti proponendo ai Citizens un nuovo modello di analisi della performance calcistica. La sua analisi del calcio sotto un diverso punto di vista, non ancora pienamente sviluppatosi in Italia, deriva da studi scientifico-matematici e consente ai club di mettersi nelle migliori condizioni fisiche e tattiche per battere l’avversario.

  • Buongiorno Mario, partiamo dalla tua materia di competenza. Il calcio non è una materia esatta: ma con la matematica e la scienza se ne possono prevedere quali aspetti?

La cosa fondamentale è che il calcio e la performance si possono misurare: questo permette di migliorare sia se stessi che la squadra. Se si studiano gli avversari si possono capire i punti deboli da colpire e i punti di forza dai quali difendersi. In qualche modo le scienze aiutano a meglio interpretare quello che è uno degli sport più complessi al mondo per quanto riguarda tutti i fattori di gioco, composto da variabili assai articolate. Per poterlo capire bisogna dunque agire su queste variabili: è una concezione che va oltre quella che era la visione classica del calcio che magari aveva un allenatore 50 anni fa. Ora possiamo andare a studiare questo sport dal punto di vista scientifico: per comprenderlo meglio e per  elaborare nel miglior modo delle strategie volte al conseguimento di risultati migliori. Risultati migliori che, nel calcio di oggi, si traducono anche in maggiori introiti.

  • Credi sia un caso che Ancelotti, Conte, Carrera, Allegri e Ranieri lo scorso anno abbiano reso vincente in tutta Europa la scuola italiana?

Assolutamente no. E’ universalmente riconosciuto che quella italiana è la scuola migliore del mondo capace di formare figure professionali che, all’estero e soprattutto nei paesi anglosassoni, ci invidiano.

  • Ci avviciniamo alla finale di Cardiff. Zidane avrà di fronte la squadra che lo ha reso grande nel mondo del calcio. 5 anni da stella della Juve e 2 da vice di Ancelotti, cosa sopravvive della filosofia italiana nel tecnico francese?

In realtà vedo poco della scuola italiana in Zidane, se non la mera capacità di gestione del gruppo. Non ritengo Zidane un prodotto della scuola allenatori italiana: è un ex calciatore che ha militato nel nostro campionato e sa benissimo che in Italia c’è uno dei campionati in cui l’aspetto tattico ha una valenza maggiore rispetto all’estero. Non reputo però Zidane un tattico, il Real non fa della sfera tattica una sua arma. E’ anzi una squadra che fa dei suoi grandissimi nomi il punto forte,  può contare su un budget importantissimo e fa della giocata del singolo la sua arma vincente. L’aspetto tattico dunque non è predominante come lo è nella Juventus. I bianconeri sono il miglior risultato della scuola tattica italiana perché Allegri è uno dei  prodotti migliori di questa scuola.

  • Il 15 gennaio la Juve perde a Firenze 2-1. Aspre critiche ad Allegri e al suo gioco. 5 mesi dopo i bianconeri sono ad un passo dal Triplete. Come ha rivoluzionato la Juventus Allegri da gennaio ad oggi?

La Juve gode di una dote fondamentale: è continua ed ha primati di imbattibilità importanti. La Juve è costante, è così che si vincono i campionati e soprattutto invece di vincere una singola gara 3-0 ne vince tre 1-0: è questo che alla fine ti fa trionfare. Napoli e Roma, forse a causa delle rose corte e dell’incapacità di portare a casa partite rognose, non riescono a tenere il passo dei bianconeri. La bravura di Allegri è quella di aver formato una squadra adattabile ai vari avversari e questa flessibilità è una dote fondamentale nel calcio moderno. E’ questa capacità che permette alla Juve di uscire dalle partite col bottino pieno. Il cambio di modulo è stato fondamentale, questo ha permesso di battere una squadra, il Barcellona, che ha riscritto la storia del calcio mondiale e che ora ha il tridente più forte del mondo. La Juventus è stata brava a leggere alla perfezione le elaborate trame offensive dei blaugrana e questo è stato decisivo.

  • Da un punto di vista tattico a Cardiff chi potrebbero essere i due giocatori chiave di Juventus e Real Madrid?

Il Real Madrid può portare a casa la coppa coi singoli, saranno importanti per la Juve marcature e raddoppi. Nella squadra di Allegri il lavoro di Dybala è da campione vero, potrebbe giocare nel Barca senza problemi: è un giocatore bifasico calato mentalmente alla perfezione nel contesto di squadra. Ha tecnica, intelligenza e visione di gioco. Il suo lavoro, soprattutto in fase di non possesso, sarà fondamentale.

  • Quale può essere la migliore soluzione tattica per Allegri? Ripartenze o gioco offensivo: come e dove può colpire la Juventus.

Io penso che dovrà avere controllo, difendere bene collettivamente e colpire ripartendo. Una tattica simile, ma non uguale, a quella adottata contro il Barcellona. Non penso che Allegri avrà difficoltà a preparare la partita, perché legge le gare in maniera ottimale. Penso che con una partita del genere si possa battere il Real. Il Real lo vedo forte nei singoli ma poco squadra; i meccanismi in campo dei giocatori non sono così oliati mentre e la Juventus nel complesso è superiore, è una macchina perfetta. Mi sbilancio: se sabato sera riuscirà a far girare questa macchina penso che dovrà essere il Real ad avere paura della Juve.

  • Come ti immagini i primi 15-20’ minuti di gioco a Cardiff?

Se mi avessi chiesto come avrei visto i primi minuti col Barcellona ti avrei risposto che sarebbe stato un avvio di gara molto oculato e studiato, una fase di controllo bianconera col Barcellona che teneva la palla. Col Real penso sarà il contrario, con la Juve a tenere il pallino del gioco e a tentare subito di rompere l’equilibrio iniziale. Penso che dopo un quarto d’ora se la Juve non dovesse segnare potrà comunque mantenere in controllo la partita. Non penso sarà fondamentale segnare prima di loro, la Juve la vedo molto organizzata e raramente perde la gestione mentale della partita. Segnare prima ti darebbe comunque un gran vantaggio, il Real sarebbe costretto a scoprirsi e così si potrebbe colpire in contropiede.

  • Chiudiamo un attimo gli occhi ed immaginiamo come può essere il calcio del futuro. Dopo le ultime rivoluzioni tattiche portate dal calcio totale, da Sacchi e dal tiki taka, credi che nei prossimi anni assisteremo a un’altra importante innovazione o che ne siano già state poste le basi?

Quelle che chiamiamo rivoluzioni sono in realtà un lento processo di sedimentazione della cultura calcistica e del pensiero tattico, questi fattori portano a degli strappi che sembrano rivoluzioni ma che sono un accumularsi negli anni di progressive competenze. Ogni allenatore che viene dopo aggiunge qualcosa a quello che viene prima: questo fa si che in alcuni momenti precisi della storia del calcio abbiamo avuto delle piacevolissime sorprese sul piano tattico che sembrano nate dal nulla. Continueranno ad esserci dei cambiamenti anche se il calcio rimane qualcosa di semplice; tali innovazioni sono solo un modo diverso di intenderlo, punti di vista diversi. La scienza farà tanto: si andrà verso un calcio sempre più controllato dove i numeri saranno importanti, ma che rimangono comunque cifre legate al campo. I numeri ci aiutano a capire la tattica, la misurazione di dati fisici ci porta ad un miglioramento della performance. Questa integrazione tra scienza e calcio ci permette di comprendere alcune situazioni che a occhio nudo non potrebbero essere notate. Qui si nasconde la vera innovazione.

  • Tu ti occupi di tutte queste cose sia in un libro (“La match analysis nel calcio”) che in un corso, di cui sei docente, dedicato a coltivare e crescere gli analisti del futuro.

Sono presidente dell’ Associazione analisti italiana. L’obiettivo è formare e riunire queste figure professionali che sono slegate però dal ruolo del mister: non siamo allenatori ma siamo ricercatori, figure ibride con competenze tattiche e scientifiche. Fare formazione e diffondere questa disciplina è il nostro obiettivo, abbiamo grandi margini di crescita e vogliamo raggiungere i nostri obiettivi. Collaboriamo con l’associazione italiana analisti del rugby, pensiamo che dialogare con un’altra disciplina ci possa far crescere molto. Per quanto riguarda i corsi vogliamo diffondere cultura e garantire formazione scientifica reale sull’argomento, c’è bisogno di persone nel mondo del calcio che abbiano competenze sia di natura scientifica che tattiche. Una nuova figura che, penso, ogni club sia pro che dilettante debba avere. C’è necessità di una rivoluzione culturale in Italia, far capire l’importanza di questo ruolo che può integrare ed arricchire lo staff dell’allenatore.

Ringraziamo Mario Savo per la disponibilità.

Chiunque volesse ulteriori info riguardo l’AIAPC o il corso di Analisi di Performance calcistica può visitare i rispettivi siti:

Sito AIAPC (Assoanalisti): www.assoanalisti.it
Alessandro Creta